la creazione di nuove idee fine a sé stessa è poco stimolante ed appagante e probabilmente inutile

per questo motivo è prevista la partecipazione di una azienda partner che, in accordo con lo beyond design & production, assegna ai partecipanti un brief, cioè un tema attorno il quale lavorare e formulare nuove proposte

il compito dell’azienda partner non è quello di guidare i progetti verso la soluzione ritenuta migliore, perché ciò sarebbe in contrasto con il concetto stesso di creatività, ma di fornire soltanto tutte le informazioni tecniche e di mercato di cui dispone

infatti l’azienda partner deve comprendere che, per la migliore riuscita del percorso creativo, le informazioni vanno fornite in minima parte

dato il primo input, i gruppi di lavoro svolgono quindi la propria attività senza interventi che limitino od orientino in alcun modo; sarà compito del conduttore e dei tutor coinvolgere ogni singolo partecipante con gli esercizi che vengono pensati appositamente in funzione del brief assegnato

alcuni rappresentanti dei quadri direttivi e dei reparti creativi dell'azienda possono partecipare a tutto il workshop, seguendo il metodo come gli altri partecipanti

soltanto nelle ultime fasi di brainsjuice, si forniranno informazioni sulla fattibilità dei singoli progetti, sempre allo scopo di dare informazioni utili e mai per bloccare il fluire delle idee

la scelta, ossia la selezione delle idee, non avviene durante la fase di creazione (durante il workshop) ma in una fase successiva di elaborazione, dopo che lo studio avrà presentato all’azienda i “libroni” con tutte le “schede-idea”, che sono numerate e catalogate una per unasoltanto

allora, alla luce di tutto il lavoro svolto, marketing e direzione aziendale sceglieranno le idee migliori, o parte di esse, e decideranno se coinvolgere lo studio nell’approfondimento concreto di una o più idee scelte, attraverso la collaborazione di uno o più brand dello studio stesso