nome   drako
descrizione   quad a pedali in polietilene soffiato
cliente   cavallino giocattoli
anno   1997
design ottorino piccinato, giulio simeone
engineering   jacopo r. grandis
rendering   giulio simeone
modello   fabio dell'orto
drako, quad a pedali

drako, quad a pedali per bambini da tre anni in su
il drako è un quad a pedali progettato per cavallino giocattoli s.p.a., un 'azienda italiana per la quale Ottorino Piccinato ha progettato numerosi prodotti, tra cui il pk, il dakar e il lillo bebè, nonché il marchio e l'immagine aziendale. innanzitutto: perché chiamarlo drako? il nome contiene alcune lettere, in particolare la d, r, k, a che già compaiono in un altro prodotto, progettato in precedenza, il dakar. drako è maschile, anche se non se ne preclude l'uso alle bambine, perché è un oggetto aggressivo e sportivo. e, secondo noi, la k rappresenta bene questa filosofia. e poi, durante le prime fasi del design, quando ancora il brief non era stato assegnato in tutti i suoi dettagli, si diceva di fare un "dragster", intendendo con questo termine non tanto un giocattolo che imitasse i lunghi veicoli americani usate nelle gare di accelerazione, quanto qualcosa, di strano, di speciale, che non si era mai visto. ecco che, parlando di dragster, e, successivamente, storpiandone il nome e pensando al dakar, è stato adottato il nome drako, deciso all'unanimità da j.r.grandis, o.piccinato e g.simeone, i tre designer impegnati nel progetto.
drako con bimbo

drako con bimbo
cos'è un quad? qualcuno se lo sarà chiesto, forse. un quad è un veicolo concepito su di una moto fuoristrada, ma con quattro ruote, generalmente tassellate. ha il manubrio, e non il volante di un'auto. non ha differenziale, quindi la trazione posteriore è fatta direttamente su ambedue le ruote. ciò ne rende l'uso in strade asfaltate con curve strette parecchio difficoltoso, perché la ruota interna percorre la stessa strada di quella esterna (come i kart). e come i kart, infatti, deve essere guidato con la derapata del posteriore. in terreni accidentati il quad è molto comodo, e l'assenza del differenziale non si nota molto. una particolarità è il modo di agire sul gas: tramite una leva e non tramite manopola.
il drako, quindi, è un quad.
pensate che più di una persona lo chiama "triciclo a quattro ruote", contraddicendo proprio il termine "triciclo"





schizzi vari del drako
mentre si cominciava a lavorare attorno all'idea del drako, in cavallino si parlava di progettare un trattore, o qualcosa del genere, che potesse far concorrenza ad alcuni produttori tedeschi di giocattoli a pedali. fu così che g.simeone cominciò a gettare le basi di un trattorino a pedali, cercando di dargli un aspetto non troppo consueto. come è abitudine di Piccinato si prova sempre a fare ricerca, ricerca di contenuti, di linee, di stili, di materiali, piuttosto che copiare e riprodurre ciò che già esiste. infatti anche il dakar è una prova della volontà di staccarsi nettamente dalla linea di un camion tradizionale

in fase di ricerca dei prodotti della concorrenza vennero alla luce due aspetti importanti.
il primo era che la maggior parte dei prodotti tedeschi (vari marchi, tra cui faber), francesi (soprattutto smoby) e americani (primo fra tutti little tikes) sono prodotti in polietilene, con la tecnica del soffiaggio. il secondo era che quei prodotti, soprattutto i tedeschi e americani, erano composti da un considerevole numero di pezzi, molti dei quali avvitati. ciò ci ha portato a delle conclusioni. la cavallino era un'azienda impostata prevalentemente sulla tecnica dello stampaggio ad iniezione; questo aspetto era interessante per giocattoli di piccole dimensioni, ma laddove un prodotto poteva essere cavalcato e guidato da un bimbo, si sarebbe corso il rischio di rendere l'oggetto pericoloso. ciò perché il prodotto a iniezione è fatto a forma di "guscio", ossia c'è sempre un lato aperto, per l'estrazione del pezzo dalla macchina, e quindi avremmo ottenuto delle carrozzerie aperte, con pareti dello spessore di pochi millimetri, probabilmente taglienti. quindi si doveva ricorrere al soffiaggio.
un altro aspetto era il numero di pezzi e le modalità di assemblaggio. se si voleva produrre un articolo economico, ma di forte impatto, si doveva puntare sull'aggressività, sul numero ridotto di componenti e sulla velocità di assemblaggio.
abbandonata l'idea del trattore, ci si avvicina di più a un'auto, con qualche ammiccamento a un dune buggy. compare il grande parafango posteriore e lo schienale (immagine a destra)


il manubrio del drako, progettato per essere prodotto con la tecnica del soffiaggio
e' stato difficile introdurre la tecnica del soffiaggio in un'azienda fortemente radicata sull'iniezione, anche se il soffiaggio veniva usato sporadicamente per stampare le ruote di camion di medie dimensioni (esempio supergigante) e per il dakar.
ma era l'unica strada percorribile. cavallino, in quel momento, possedeva diverse macchine per l'iniezione, mentre i componenti soffiati venivano prodotti esternamente. l'azienda decise allora di acquistare una macchina per il soffiaggio della plastica, e in quel caso una usata andava benissimo. ne trovò una, in ottimo stato, anche se l'unico difetto era che non poteva stampare pezzi più grandi di 80 centimetri. a questo punto, il brief per i designer era chiaro: si doveva produrre un articolo soffiato, con pezzi non più lunghi di 80 cm., ma che doveva apparire imponente e importante almeno quanto i giocattoli tedeschi, che però erano lunghi 110 cm.
il progetto ripartì con l'ipotesi di utilizzare un telaio portante di 80 cm, con appendici sporgenti in grado di ingrandire l'immagine del drako. vennero quindi pensate ruote soffiate di grandi dimensioni, molto sporgenti, un manubrio, anch'esso soffiato, dei "generosi" parafanghi posteriori e uno schienale, frutto di un attento studio ergonomico, posizionabile in diverse posizioni, per una maggiore adattabilità al bambino.


parte posteriore del drako
l'evoluzione del progetto ci ha portato a disegnare una forma slanciata ed aerodinamica, per il corpo centrale. per il muso ci siamo ispirati a superfici lisce, senza prese d'aria, griglie o inutili impreziosimenti, che avrebbero soltanto rovinato la linea. in passato avevamo già progettato uno scooter, per cui l'esperienza era tale per cui non ci sarebbero state grosse difficoltà in questo senso. volevamo anche che il drako potesse piacere al bambino, qualora fosse esposto in bella evidenza in un grosso toy center, e non solo al papà che glielo comperava. quindi, abbiamo pensato che anche una forma slanciata come una formula uno sarebbe stata interessante. Nello Studio di Ottorino Piccinato è continua la ricerca nel campo dell'aerodinamica, e la f.1 è uno dei campi in cui questa ricerca trova ampio spazio.
dopo aver raccolto sufficienti immagini e informazioni, abbiamo iniziato a preparare quelle che sarebbero diventate le forme definitive, grazie alla matita (anzi la penna, dato che usa una bic) di giulio simeone. i nostri designer hanno lavorato intorno al mondo della f.1 non solo per gli studi sull'aerodinamica, ma anche per aver contribuito alla grafica della minardi f.1.


schizzo del muso del drako
per il drako abbiamo voluto che il bambino potesse usare l'oggetto, il "suo" drako, con il massimo della sicurezza e delle prestazioni. la sicurezza è data, anche grazie alla tecnologia del soffiaggio, all'arrotondamento delle forme e di tutti gli spigoli, pur mantenendo una veste aggressiva. e' questo il caso della parte posteriore del mezzo che, a differenza dell'anteriore molto liscia, è modellata in modo attinente alla realtà di un quad. quindi si vede distintamente la riproduzione di un grande mono-ammortizzatore posteriore, la sporgenza di uno scarico ad espansione, tipico dei due tempi, il coperchio del volano e dell'accensione. il tutto realizzato esclusivamente modellando il corpo centrale senza alcun movimento all'interno dello stampo: per noi, per il cliente e per lo stampista questo è un ottimo risultato. per la modellazione del posteriore, le informazioni non ci mancavano, in quanto alcuni dei nostri designer sono grandi appassionati di cross ed enduro, e, inoltre, giallo108® aveva già progettato nel settore moto da fuoristrada. un esempio è il design dell'ancillotti enduro, già nel 1985. e, in campo stradale, di uno scooter per aprilia, evoluto in seguito nel modello gulliver.


schizzo della sella del drako, con gli inserti per una comoda regolazione dello schienale poggiaschiena
la trazione del drako è a pedali, con catena interna collegate all'asse posteriore. il drako si adatta a bimbi di ogni taglia, grazie al poggiaschiena posizionabile in diverse posizioni. la sella è allungata anche per permettere al bimbo di caricare l'amico o, meglio, l'amica. scendendo dal drako è possibile sollevare la sella come uno scooter, ed inserire degli oggetti (es. un casco) o dei giocattoli nel vano. questa opportunità è però negata al modello base.
la grafica del drako è volutamente scarna, perché riteniamo che le forme, le proporzioni, i materiali comunichino abbastanza senza bisogno di eccessivi sovraccarichi di informazioni. abbiamo comunque inserito dei motivi grafici progettati da monica graffeo, e degli adesivi per rendere più realistica la zona del cruscotto e del vano motore


i disegni del drako sono stati eseguiti rigorosamente a penna, tranne i rendering di presentazione, che sono stati fatti a pantone e gessetto su carta colorata.


rendering a penna e pantone

Piccinato ha progettato anche alcune pagine pubblicitarie del drako, che sono state inserite in riviste specializzate e in seconda di copertina del catalogo ufficiale del salone internazionale del giocattoli di norimberga, l'appuntamento mondiale più importante del settore



pagine pubblicitarie