nome   laser 125
descrizione   enduro
cliente   ancillotti
anno   1985
design fabrizio latini, ottorino piccinato in milano los angeles studio design
ancillotti laser 125

ancillotti laser 125 cc
   
 
il testo di queste pagine (1985) è apparso sul numero 4 della rivista disegno, editore esse s.r.l.

quale appassionato di motocross non ha sentito parlare di ancillotti? sorge sperduta nella campagna toscana alla periferia di firenze, ma la sua ruggente moto in pista ha reso celebre il suo nome. presente ogni anno al motor show di bologna con i classici modelli 50 e 125 cross venduti in tutto il mondo e ricercati per le sue ottime prestazioni, la casa vanta ben 15 titoli italiani in 13 anni di gare. erano gli anni d'oro, per la casa fiorentina quanto per tutti i produttori di mezzi da cross. legati a doppio filo ad una rabbia dei giovani per un mondo che non volevano accettare, dimesso e borghese, ordinato e silenzioso, al ritmo di un rock straziato, la violenza nelle strade, e la moto da cross, più smarmittata e sfonda- timpani possibile. i tempi cambiano, le contestazioni sfumano, la rabbia rientra. dalla tradizione americana si impone la moto dalle caratteristiche diametralmente opposte. verrà poi contraddistinta come moto enduro: il grande business degli anni '80. dal rombo tracotante, le gocce di olio nella schiena, le impennate selvagge, gli ammortizzatori chilometrici, si impone viceversa sempre la postura autoritaria, con il manubrio largo, la sella alta, la ripresa mozzafiato, il tutto però all'insegna della grazia, l'estetica, il rumore sommesso ed il conforto della tecnologia (avviamento elettrico compreso)


 
 
le case devono convertire la produzione, ed in fretta. i giapponesi (honda, kawasaki, suzuki, yamaha) partono alla grande, e travolgono la tradizione e l'affidabilità italiana. tutto quello che le case italiane avevano superficialmente tralasciato, va ora messo in priorità assoluta. confort, estetica e accessoristica in primo piano. l'ancillotti inquadra il problema, e nella piena coscienza dei propri limiti in ricerca estetica, ci affida la progettazione del primo enduro made in ancillotti (ndr: nel 1985 giallo108® si chiamava milano los angeles studio design) . sin dai primi approcci appare evidente l'importanza di valorizzare le eccezionali doti della meccanica del modello cross. sotto una nuova veste estetica si celeranno quasi invariate le caratteristiche tecniche frutto di anni di esperienza nelle competizioni. dato ciò come postulato, il resto è tutto da inventare. da una attenta ricerca di mercato, appaiono evidenti gli aspetti che il consumatore richiede siano soddisfatti. lo studio individua nella richiesta di confort, unita ad una certa natura selvaggia, i due aspetti contrapposti salienti. si tenta di spingere entrambi ai limiti. come dicevamo, il lato tecnologico, a livello di potenza e resistenza su terreni disagevoli, non ha nulla da invidiare alla più potente e resistente moto esistente in commercio. dal lato della godibilità e confort, si tenta di introdurre accessori nuovi, che favoriscano un uso migliore in ambienti cittadini, o nel caso di viaggi a lungo raggio. in tale senso si decide di introdurre, ad esempio, un bauletto portaoggetti, nella parte posteriore della sella, o anche di utilizzare la porzione superiore del serbatoio sempre come vano portaoggetti, documenti, carte stradali. la linea si imposta sui canoni classici che si vanno imponendo nel settore, pur strizzando l'occhio ad una carenatura decisamente intraprendente, nel tentativo di trovare argomenti estetici coordinatori che mettano in comunicazione tra di loro elementi strutturali usualmente abbandonati individualmente ad una propria trama stilistica. viene così lanciato un invito di sequenzialita dal serbatoio verso la mascherina anteriore portafaro, così come le alette laterali convoglia-aria si interpongono a congiungere cromaticamente il serbatoio ancora e il parafango anteriore
portafaro
schizzo del portafaro

alette convogliatrici ed estrattrici dell'aria dal radiatore

schizzo del lato sinistro, con evidenziato il passaggio dell'aria attraverso le alette convogliatrici ed estrattrici
 
 
la sella raccoglie senza soluzione di continuità e prosegue dal proprio canto il motivo impostato dal paraginocchia. ii serbatoio viene predisposto per grandi capienze (12 litri per il 50, 18 per il 125), tale da prestarsi adatto tanto a «raid africani», quali il «rally dei faraoni» o la «paris-dakar», quanto a viaggi a lungo raggio. tanto quindi il fuoristrada d'avventura, quanto un uso puramente stradaiolo. ancora nell'impostazione estetica, vengono forzati alcuni percorsi visivi di comunicazione a prima vista, a scapito di dettagli e organi meccanici veri, su cui lo sguardo non deve posarsi. a tale scopo il fianchetto di raccordo dal portanumero al parafango posteriore è volutamente stato previsto colorato in blu scuro, per renderlo meno visibile. non ci si è serviti del colore grigio, colorazione in genere riservata a parti meccaniche meno nobili (carenatura sottomotore, portatarga posteriore). dalla fase di impostazione teorica alla applicazione pratica di elaborati grafici, la difficoltà maggiore è emersa dalla mancanza di disegni tecnici precedenti. in casa ancillotti le qualità velocistiche erano maggiormente seguite piuttosto che la cura di una linea estetica che risultasse accattivante. era il modellista ad eseguire il modello in legno con la consulenza dell'ingegnere, che aveva precedentemente messo a punto il telaio, il motore ed il rimanente della ciclistica della moto. al modellista stesso veniva concessa una certa libertà di azione estetica. così ci si poneva il problema di instaurare un metodo di comunicazione con i tecnici e il modellista (in quell'occasione non ci siamo potuti avvalere dei nostri modellisti). vista l'assenza di precedenti disegni tecnici, si è optato per una comunicazione di schizzi soddisfacenti per la visione d'insieme dell'oggetto da numerosi punti di vista. una grande serie di tavole a colori, non quotate, ma comunque comprensivi di precise connotazioni dimensionali e tecniche. ii tutto integrato da un modello in scala reale in polistirolo con la tecnica delle centine orientate, costruito direttamente sul telaio della moto definitivo.
rendering 3/4 anteriore
rendering della parte anteriore, vista di 3/4


modello in centine di polistirolo

o.piccinato e il telaio semiassemblato, all'interno dello studio milano los angeles
fasi della modellazione su telaio originale
 
 
in tale via si sarebbe ottenuta senz'altro una comunicazione più immediata ed efficace, che non con una serie di sezioni più difficili da eseguire e sicuramente meno leggibili visivamente (ndr: nel 1984 non erano disponibili software per la modellazione solida e delle superfici; oggi, invece, utilizziamo diversi software). da alcune foto del modello in polistirolo, ingrandite, è stato possibile ampliare ancora la serie di disegni di tipo illustrativo, questa volta su basi di proporzioni e dimensioni esattamente corrispondenti al reale. con questo sistema si riesce ad ottimizzare il risultato finale perfezionando soprattutto i particolari come il raggio di arrotondamento mantenuto costante in più parti della carrozzeria. naturalmente per la plasmatura del prototipo non si è lavorato solo sulla base degli schizzi, ma anche su precisi concetti antropometrici ed ergonomici, come ad esempio lo studio della postura del motociclista in proporzione alla larghezza della sella, del manubrio, la distanza corpo-manubrio e la possibilità offerta da un giusto rapporto di angoli fra sedile e pedivelle e comandi vari per adattarsi a guidatori di diversa altezza, come lo sono i fruitori di una enduro.
studio ergonomico
studio ergonomico
 
 
per assicurare le doti di potenza che ci si prefiggeva, l'ancillotti stabilì di adottare il motore dell'azienda tau, italiana, potente e affidabile al contempo, da poter essere agevolmente manovrato anche dal guidatore meno esperto. l'adozione del raffreddamento a liquido ha determinato una serie di importanti conseguenze funzionali ed estetiche. in primo luogo la previsione di due alette convogliatrici laterali, con un logico inserimento estetico nel serbatoio, ma che si potessero anche asportare per consentire l'estrazione del serbatoio. l'opportunità di agevolare le operazioni di manutenzione del motore ed altri organi meccanici è stata offerta da un accurato esame dei pezzi coinvolti e dai loro incastri e cerniere col telaio portante. anche questi disegni sono stati realizzati per lo studio di tutte le curve e raccordi sotto forma di linee rette che tendessero all'arco di cerchio in modo appena percettibile, per dare un senso di bombatura per illusione ottica.questi disegni sono stati presentati all'azienda a pennarello pantone e corretti con colpi di luce mediante gessetti e tempera bianchi. la simulazione degli smussi e delle curvature era molto importante per rendere fedelmente i riflessi dati dalla eccezionale brillantezza del serbatoio e degli altri componenti della carrozzeria, garantita dall'uso della vetroresina iniettata negli stampi con una tecnica innovativa per l'epoca (1984). nei primi disegni non sono stati messi in risalto tutti i particolari dei vari agganci anche se furono elaborati diversi sistemi su disegni quotati forniti alla casa in un secondo tempo.
rendering laterale
rendering su sfondo
tavole di presentazione
 
 
ritornando al motore, questo è stato studiato con particolare attenzione alla sicurezza per potenza e continuità delle prestazioni. per questo motivo è stato approntato un sistema antigrippaggio con controllo elettronico di avviso in mancanza d'olio. questo sistema è collegato ad una spia sul cruscotto messa in posizione predominante rispetto alle altre. studiato in collaborazione con la veglia-borletti il cruscotto è caratterizzato da due strumenti grandi, tachimetro e contagiri, e da uno più piccolo al centro per il livello della benzina. ci sono poi dieci spie diverse per i vari servizi, il tutto concentrato in un pannello di materiale plastico nero opaco coperto e sigillato da una lastra trasparente antiriflesso. ii cruscotto risulta molto più somigliante ad un cruscotto automobilistico, tanto è attrezzato e completo. per la veglia sono stati approntati una serie di disegni quotati per l'esatto posizionamento di strumenti e spie..
cruscotto veglia cruscotto alternativo
il cruscotto approvato (in alto) e una versione alternativa (in basso)
 
 
sempre restando nella zona manubrio, lo studio ha presentato una novità assoluta nel settore fuoristradistico (ndr: 1984): lo studio dei paramani con indicatori direzionali incorporati, il tutto retrattile in caso di caduta, per concentrare in un unico oggetto due funzioni differenti e per riprendere la linea generale della moto. anche le frecce posteriori sono state inglobate nella carrozzeria evitando ogni rottura. uniche parti sporgenti risultano quindi gli specchietti.i disegni relativi alle frecce sono stati fatti tono-su-tono, ossia prendendo un foglio precolorato del colore della carrozzeria e giocando con matita azzurra, tempera gialla, pennarello arancione e bianco coprente posca. ii serbatoio è sdoppiato in due parti e colorato in maniera differente per segnalare visivamente la scomponibilità delle parti.
paramani con indicatore di direzione incorporato
paramani con indicatore di direzione incorporato
 
 
per poter correggere eventuali curve non perfette dei primi schizzi, i disegni successivi sono stati ricavati da fotocopie ingrandite in bianco e nero, per non creare confusione per la sovrabbondanza di colori della parte in esame. come tocco definitivo della modellazione della carrozzeria è stata la mano abile del modellista lanini, proveniente da una pluriennale esperienza presso la piaggio (aveva fatto, a suo tempo, il primo modello in legno delle pale del primo elicottero) che ha materializzato il modello in legno in scala reale, seguendo in parte le indicazioni dei disegni, in parte la verifica delle dimensioni del modello eseguito in polistirolo espanso presso il nostro laboratorio di modellistica, in parte dallo studio delle tavole ergonomiche, sezioni, ecc. dopo tutta la fase di schizzi e visioni prospettiche, ci siamo preoccupati di proporre all'azienda più versioni di uno stesso modello. a questo scopo è stato realizzato un lucido con le principali misure delle parti da tenere fisse giocoforza (telaio, motore, ruote...); dalle eliocopie su cartoncino sono stati ricavati diversi disegni a pennarello, carboncino, bianco posca per i riflessi e acetato adesivo per le superfici particolarmente lucide e riflettenti.
fotocopia 1:1
fotocopie ingrandite a grandezza reale
 
 
i modelli differivano per gli otpional, ad esempio per l'adozione o meno del bauletto portaoggetti estraibile, o in base alla presenza di una strumentazione più o meno ricca, la presenza di un road-book elettrico per i motorally. ii modello più rallystico è dotato di strumentazione minima, frecce piccole, ed altri accorgimenti per alleggerirla. questo modello doveva caratterizzare maggiormente l'immagine corsaiola della casa toscana i colori sono ritornati al giallo-azzurro tradizionali ancillotti in alternativa al bianco, blu e rosso del modello base. abbiamo realizzato anche il logotipo laser 125 colorato in nero e rosso su fondo bianco da apporre al fianchetto convogliatore d'aria.
ha inoltre progettato il nuovo marchio e logotipo ancillotti sopperendo ad un problema di immagine che da anni affliggeva la casa. marchio e logo sono inserite in unico disegno per non costringere l'osservatore a memorizzare due simboli differenti: una parte della «n» completa la «a» iniziale quando questa e vista da sola, ma ritrova la sua naturale collocazione nel logo quando la scritta «ancillotti» è completa. anche in questo caso duplice colorazione, bianco-rosso-blu e giallo- azzurro.
schizzo di road-book elettrico
fotocopie ingrandite a grandezza reale

logotipo laser

logotipo a e ancillotti
logotipo "a" e "ancillotti"
 
 
in previsione di una massiccia campagna pubblicitaria sono stati approntati postumi alcuni bozzetti che esaltassero prevalentemente la linea della moto rispetto alla parte tecnica che, tutto sommato, ha subito poche variazioni rispetto al modello «cross». le tavole sono state realizzate sul cartoncino schoeller perché resistente all'acqua di tempera ed acquerelli, usati in trinomio con letra-jet per le sfumature, il tutto steso a grosse pennellate per trasportare il materiale colorato da una parte all'altra del foglio con striature multicolori su base rosso, arancione viola. altre tavole, volte a simulare un'immagine fotografica in controluce molto contrastata, sono state disegnate con bianco, azzurro e rosso su cartoncino nero.
immagine pubblicitaria immagine per la campagna pubblicitaria
la laser enduro è stata presentata al motor show di bologna nel 1984


presentazione motorshow bologna 1984- foto 1
presentazione ufficiale della laser 125 al motor show

presentazione motorshow bologna 1984- foto 2: latini e piccinato dietro alla moto
motor show: fabrizio latini e ottorino piccinato dietro al prototip
o
 
 
in seguito all'esperienza ancillotti, continuiamo (ndr: 1985) a porci l'interrogativo: quale futuro per la enduro, moto tuttoterreno, mezzo dei giovani? una volta raggiunto un certo standard stilistico si può disegnare qualcosa senza essere banalmente ripetitivi, migliorando magari in modo rilevante le qualità prettamente tecniche di un modello, oltre che quelle puramente estetiche? noi accettiamo la sfida e propone un modello di enduro, studiato in funzione di quelli che saranno gusti ed esigenze degli anni novanta. tra i componenti riprogettati posto d'onore spetta al motore, disegnato a due cilindri in linea in posizione orizzontale per lasciare spazio ad un serbatoio in posizione ribassata, ottenendo un baricentro basso e costante in ogni circostanza. la forcella anteriore e sostituita da uno scatolato rigido che lavora su di un unico gruppo molla- ammortizzatore con la ruota posteriore; il tutto per ottenere una gamma infinita di variazioni d'assetto sia per la città che per percorsi fuoristradistici particolarmente accidentati. una moto quindi potente, versatile, una moto per tutti senza limitazione di sesso ed età.
telaio rivoluzionario con mono-sospensione per le due ruote
studio di un telaio scatolato con unico mono-ammortizzatore per le due ruote e motore boxer bicilindrico in avanti
 
 
per concludere, non può mancare la prova su strada, anzi fuoristrada: il mezzo viene testato da piloti professionisti in piste da motocross e in percorsi da enduro (boschi, fettucciati per prove in linea, mulattiere...). anche ottorino piccinato, pilota non professionista di solito alla guida delle ktm austriache, si cimenta in queste prove, per pura soddisfazione personale, che spesso portano però ad inconvenienti inaspettati ma abbastanza frequenti
ottorino piccinato in un salto con la honda 250
ottorino piccinato in sella ad una honda cr-250
durante un allenamento nella pista da cross di ronco biellese (bi)